testata2sx
testata3up
pulsante_home
pulsante_biografia
pulsante_attivita
pulsante_pubblicazioni
pulsante_contatti
testata4down
testata1
|
riga
 
   

BIOGRAFIA (Salvo Licata - Palermo 1937-2000)

Giornalista, autore di testi teatrali, regista, poeta, nato a Palermo il 9 giugno ma rivelato il 15 giugno del 1937. Grande conoscitore della lingua e dei modelli di vita della casbah palermitana, ha affiancato al mestiere una forte passione per il teatro.

Dalla metà degli anni '60 fino al 1977 esercita la sua professione di giornalista nella redazione del quotidiano "L'ORA" di Palermo; continua la sua attività nella redazione de "Il Diario" e successivamente al "Giornale di Sicilia".
Negli ultimi anni è direttore del telegiornale dell'emittente televisiva TGS.

Dopo la prima esperienza al CUT (Centro Universitario Teatrale) di Paolo Ursi, Antonio Marsala, Gabriello Montemagno e poi Michele Perriera e Gaetano Testa, tra il 1966 e il 1967 crea I Travaglini. Un po' cave, ancor più cabaret politico di stampo tedesco, ma soprattutto tanta Palermo. I Travaglino, italianizzato da "Les Travailleurs", è il nome di una compagnia del Seicento-Settecento di funamboli "scavalcamontagne" francesi. Il verbo travailler è stato assorbito nel dialetto palermitano. Fu proprio quella pedana che vide la nascita di numerosi talenti, oggi attori conosciuti come Luigi Maria Burruano. Così, da quando costituisce il gruppo de "I Travaglini", al fianco di Antonio Marsala, riscopre la figura di Peppe Schiera, poeta da strada palermitano morto durante i bombardamenti del '43, al quale dà volto e voce l'attore palermitano Giorgio Li Bassi in C'era e c'era Giuseppe Schiera. In un secondo tempo, Licata aggiunse alla pièce anche La moglie di Giuseppe Schiera: Margherita.
Alla fine del 1968 nacque il teatrino Aziz, in via A. Amari. La stagione di Aziz, prima e praticamente ultima, fu inaugurata con Scherzo per tromba, fisarmonica e guitti.

Dopo avere scritto diverse liriche (recentemente raccolte dal Teatro Biondo Stabile di Palermo nel "Codice Levi") e canzoni, nel 1977 il suo testo L'Argante è portato in scena da Beppe Randazzo col titolo "Cabaret" cui fanno seguito "Il Trionfo di Santa Rosalia", per la Fondazione Biondo, (1977) "Cagliostro dei Buffoni" (1978, con la regia di Accursio Di Leo), "La Ballata del Sale" (1979, con la regia di Maurizio Scaparro), "Soirée" (1979), una storia grand guignol con l'acrobata Frimer, "La fame e la peste" (1971, diretta da lui stesso al Teatro Biondo). Nello stesso anno scrisse "Scusi, permesso c'è nessuno?" con Paride Benassai. Un testo di denuncia sul traffico degli stupefacenti negli anni Ottanta diventa "Ehi Coca!" (scritto con Burruano che lo porta in scena nel 1983) "Ohi Bambulè!" (diretto da Carlo Quartucci per il Teatro Biondo nel 1987).

Molti altri sono i lavori rappresentati e le relazioni artistiche di Salvo Licata, ma qui è fondamentale ricordare l'impegno al fianco e come supporto di molti attori palermitani, come Paride Benassai, Giacomo Civiletti, Lollo Franco, Giorgio Li Bassi, Rori Quattrocchi, Luigi Maria Burruano, Toni Sperandeo, o musicisti come Ignazio Garsia e Mario Modestini. In particolare, va ricordata la collaborazione drammaturgica, cominciata alla fine degli anni '80, con Mimmo Cuticchio, insieme al quale scrive e porta in scena "Visita Guidata" all'Opera dei Pupi (1989), "L'urlo del mostro" (1988) "Francesco e il sultano" (1989) e alcune serate speciali (Natale all'Olivella) contribuendo a proiettare l'Opera dei Pupi tradizionale in un ambito nuovo, che tiene conto delle forme teatrali contemporanee e di una nuova identità di puparo.

Con Carlo Quartucci, alla fine degli anni '80, Licata collabora come addetto stampa e drammaturgo per le manifestazioni de "La zattera di Babele" ad Erice, dove cura anche la regia del radiodramma "La cimice di Majakovskij”, assumendo, al contempo, un importante ruolo di coordinatore e di animatore artistico. Scrive, inoltre, "Il patto delle tortore", "La città azolo", "A parte", "Il passero sbirro", testi-rischio sia dal punto di vista formale che dei contenuti, diretti rispettivamente da: Virgilio Gazzolo, Carlo Quartucci, Michele Perriera, Mauro Avogadro.

Di rilievo è l'attività svolta da Licata per la Fondazione Orestiadi. Nell'estate del '92, infatti, Ludovico Corrao e Roberto Andò lo chiamano a Gibellina per un instant drama sulle stragi di mafia ancora fumanti. Nasce così il poemetto "Orazione per Falcone e Borsellino" nel giorno di S. Rocco.

Seguono poi "Mietitori in attesa di ingaggio" (1994), in cui si rievocano la rivolta di contadini e mietitori del 1893 e la durissima repressione da parte di Francesco Crispi; "Il chiacchericcio del passeggero", raccolta di aforismi recitati da Carlo Croccolo. Nel 1999, con la regia di Umberto Cantone, il Teatro Biondo di Palermo realizza "Il Battaglia e il Lumachi", nel quale Licata immagina un finale surreale e poetico de "I Giganti della Montagna" di Pirandello.

Salvo Licata muore a Palermo il primo aprile del 2000. Nel maggio del 2001 è stato rappresentato il suo ultimo lavoro, Le sparatine di Enrico Ragusa, storia di un "diverso" degli anni '50. Il 19 luglio 2002, nel decimo anniversario delle stragi mafiose di Capaci e via D'Amelio, l'"Orazione per Falcone e Borsellino" è stata rappresentata in forma di tragedia greca, con la regia di Umberto Cantone, le musiche di Mario Modestini eseguite dal trio Al Madina con la voce solista di Costanza Licata (figlia di Salvo), attore protagonista Toni Sperandeo.

Il 3 agosto 2003 gli viene consegnato "alla memoria" il premio "Giuseppe Fava" a Palazzolo Acreide.

Il 4 Febbraio 2005 viene pubblicato dalla Casa Editrice Sellerio il volume "Il mondo è degli sconosciuti" racconti inediti trovati dalla sua famiglia nei cassetti. Un ritratto di un mondo fra violenza e umorismo, testimonianza della sua "Madre Città" , così come amava definire la sua Palermo.

 

salvo_licata

Scarica la biografia di Salvo Licata (pdf 120 kb)

 

costanza_licata

Costanza Licata.
Le parole diventano musica.

Figlia del cronista Salvo,ha fondato il gruppo Al Madina che prende il nome dalla antica deno- minazione che gli arabi dettero a Palermo.
Ora gira il mondo incantando il pubblico con termini siciliani in via di estinzione.
-------
Gaetano Savatteri
I Love Sicilia. Mensile di stili, tendenze, consumi.
Anno 4, numero 27, dicembre 2007.
Scarica la recensione

(616 Kb pdf)

     
   
riga2
WebDesign: © Laura Pederzoli, 2008. ALL RIGHTS RESERVED